Retail, E-commerce & Industria: innovazione digitale e nuove convergenze

Nella ricerca di Retail Institute Italy e MailUp, il punto su innovazione digitale e nuove convergenze in Italia.

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Il processo di trasformazione digitale sta impattando sulle aziende di tutti i settori. In particolare nel retail sta portando a una convergenza sempre più netta tra il commercio  fisico e quello elettronico, imponendocambiamenti e ripensamenti dei modelli tradizionali che coinvolgono retailer, brand company e player dell’industria.

L’innovazione è al centro di questa convergenza, agendo da un lato come causa scatenante, dall’altro come fattore abilitante di competitività: agisce sui consumatori, sulle loro abitudini, offre loro infinite possibilità di accesso a prodotti e servizi, andando a modificare l’essenza e mettere – almeno apparentemente - in discussione la stessa ragione d’essere del negozio fisico.

Come si stanno muovendo le diverse realtà del nostro Paese per affrontare le sfide imposte dal processo di innovazione in atto? Dagli investimenti alla scelta dei canali di comunicazione, dalle strategie omnichannel alle nuove dinamiche del punto vendita, come agiscono per guidare il nuovo consumatore, sempre più esigente, influente e multicanale nelle scelte d’acquisto?

Per fare il punto, Retail Institute Italy e MailUp hanno condotto la Survey Retail, E-commerce & Industria: innovazione digitale e nuove convergenze, su un panel di Brand Company e Retailer che operano sul territorio italiano.

Dove va il mercato?

Da una parte Retail Institute Italy, l’Associazione senza fini di lucro e membro di National Retail Federation, il più grande organo del retail a livello mondiale che annovera tra i propri associati le realtà più importanti del settore, quali Autogrill, Barilla, Benetton, Bayer, Esselunga. Nato nel 2016, Retail Institute Italy realizza ricerche, eventi, corsi di formazione e servizi dedicati al mercato del retail nella sua accezione più ampia.

Dall’altra MailUp, che da oltre quindici anni MailUp è il partner tecnologico di grandi realtà italiane e internazionali dei settori Retail, GDO, E-commerce e Industria.

Così è nata la ricerca che, presentata in anteprima all’evento Retail Tomorrow, ha intervistato un campione di aziende (la maggior parte delle quali con un fatturato superiore al milione di euro) appartenenti ai settori Retail, GDO, Industria ed E-commerce, per comprendere come si stanno muovendo le aziende italiane per affrontare le sfide imposte dal processo di innovazione.

Lo studio ha interrogato le imprese su un ventaglio di temi che vanno dalla propensione all’investimento digitale (il 95,3% dichiara che ha già investito o sta investendo in innovazione) all’utilizzo dei canali, dalle strategie omnicanale (il 75,6% dichiara che le ha già implementate o le sta implementando) alle nuove dinamiche del punto vendita, per comprendere come avviene l’interazione con il nuovo consumatore, sempre più esigente, influente e multicanale nelle scelte d’acquisto.

Metodologia

La survey è stata inoltrata a un campione di aziende appartenenti ai settori Retail, GDO, Industria ed E-commerce, selezionate tra le realtà associate a Retail Institute Italy e tra i clienti di MailUp.



A livello di categoria di appartenenza, il panel si è dimostrato ripartito in modalità equa tra brand company e retailer, con una decisa prevalenza di aziende dal fatturato superiore al milione di euro. Significativa la presenza di grandi realtà: un quarto delle aziende intervistate dichiara un fatturato di oltre 25 milioni di euro.

Dal punto di vista della dimensione, le aziende maggiormente rappresentate sono quelle da 1 a 50 dipendenti. I rispondenti ricoprono principalmente ruoli di Amministratore Delegato/General Manager, Responsabile Marketing/Operations, Retail Director.

Propensione all’investimento digitale





Il 95,3% dei rispondenti dichiara che la sua azienda ha già investito o sta investendo in innovazione digitale: un ottimo segnale, che sottolinea la maturità del settore quanto meno nel considerare e prevedere un impegno sostanziale in questo senso.

Tra i pochi che negano un investimento attuale, la previsione di introdurlo nel prossimo futuro si attesta sulla metà degli intervistati.

Entità e natura dell’investimento

Tra coloro che hanno dichiarato di aver investito in innovazione digitale negli ultimi 12 mesi, oltre l’80% dichiara una spesa entro i 500 mila euro. Un segnale positivo giunge dalla propensione agli investimenti futuri, se si considera che il 75,6% prevede un incremento della spesa nel 2019-20. La rincorsa è presa e l’innovazione non è più un optional per pochi.
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