Le tue email arrivano nella casella giusta?

5 passi per ottimizzare la tua campagna di comunicazione.

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Il database: la qualità è meglio della quantità

Hai mai sentito parlare di tasso di recapito? È la percentuale di messaggi che arriva nella inbox. Il resto non raggiunge il corretto destinatario, o è recapitato nella casella spam, e spesso chi invia non sa nemmeno perché. Un recente studio di Return Path segnala che, a livello mondiale, un quarto delle email inviate non raggiunge la casella inbox. Tra i fattori che influenzano il tasso di recapito o deliverability figurano le scarse compatibilità o rilevanza del messaggio per il destinatario, la presenza di parole spam, errori di codice HTML. Talvolta, inviamo a indirizzi sbagliati oppure commettiamo sbagli nella scelta della piattaforma di invio. In questo ebook ti spiegheremo in cinque passi quali aspetti tenere d’occhio per garantire che ogni tua email raggiunga il giusto destinatario. Sei pronto? Iniziamo!

4 suggerimenti per un miglior recapito

  • Cura la pulizia del tuo database con una gestione corretta e tempestiva di errori di recapito, disiscrizioni degli utenti e iscrizioni, anche da social.
  • Scegli la frequenza di invio in base all’engagement dei destinatari. Invia meno messaggi a utenti che non aprono mai e studia per loro campagne di re-engagement. Se inattivi anche dopo questa attività, disiscrivili.
  • Informa e aiuta l’utente al momento dell’iscrizione. Scegli form di iscrizione o di autoprofilazione chiari, inseriscili in comunicazioni tattiche come DEM e Newsletter o in landing page dedicate a iniziative speciali.
  • Metti in evidenza i vantaggi dell’iscrizione, offri sempre un incentivo come sconti, coupon, informazioni esclusive o in anteprima, contenuti profilati sugli interessi di chi si iscrive.

Il messaggio, il tuo biglietto da visita

  • Cura la tua comunicazione: ogni messaggio inviato deve essere di qualità, pertinente ed efficace dal punto di vista comunicativo.
  • Scegli una linea grafica coerente con il target, scrivi testi non dimenticando mai gli interessi dichiarati e le aspirazioni dei destinatari.
  • Scrivi senza errori, concentra le informazioni più importanti nei primi 300 pixel e inserisci sempre call-to-action o inviti all’azione visivi e testuali che puntano a un’unica landing page. Fai attenzione all’uso di url shortener: alcuni sono usati da chi invia spam.
  • Chiedi a chi, per errore, avesse ricevuto la tua email classificata come spam, di ri-classificarla cliccando sul bottone ‘Non Spam’.
  • Scegli un oggetto che stimoli l’apertura. Verifica l’opzione migliore con il test A/B: è il primo passo per essere un email marketing guru! La funzione è facile e dà risultati straordinari. Fai attenzione ai termini spam che influiscono sul tasso di recapito, non usare caratteri maiuscolo.

L’infrastruttura: un invio di origine controllata

Un’infrastruttura di invio certificata e IP di qualità assicurano un alto tasso di recapito delle tue email. Nel tempo, una buona infrastruttura è in grado di sostenere l’invio di elevate quantità di messaggi. Consultare statistiche precise di invio, di bounce e di disiscritti aiuta a conoscere con esattezza cosa succede ai nostri messaggi dal momento dell’invio.

Le statistiche: ogni traccia, un indizio

Ogni email permette di tracciare con precisione le azioni degli utenti. Grazie al tracciamento, puoi conoscere meglio i tuoi destinatari rilevando la posizione geografica, il tipo di device usato o il dominio. I dati danno informazioni sul momento migliore per l’invio, l’interesse per i contenuti, la qualità delle call-to-action e del flusso di micro sì, l’efficacia della grafica o dei link di condivisione. Le statistiche ti aiutano a identificare i destinatari inattivi per privilegiare quelli attivi. I soft bounce mettono in luce possibili problemi. Puoi lasciare che siano gestiti automaticamente (destinatari disiscritti dopo N tentativi) o puoi intervenire tu manualmente per una lista ancora più pulita.

Le metriche: i dati ci parlano

I dati raccolti e aggregati ci forniscono informazioni preziose sull’efficacia delle nostre scelte di comunicazione. Qui trovi le metriche principali usate per valutare ogni campagna. Aperture uniche Qualità di oggetto/mittente Timing dell’invio Fidelizzazione dei destinatari Problemi di deliverability Clic Interesse per i contenuti Qualità della call-to-action Qualità del flusso (micro sì) CTOR Design del layout Chiarezza della call-to-action Compatibilità del messaggio Segnalazione abusi Acquisizione non corretta Cattiva gestione della lista Procedure di registrazioni difficili Sospesi Email richiesta conferma non arriva Oggetto non chiaro Contenuto non chiaro Disiscritti Attese dei destinatari non soddisfatte Frequenza sbagliata Non personalizzazione preferenze
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