Growth Hacking: sperimentare per crescere

Raffaele Gaito ci guida tra case study, tecniche e tool con cui espandere il business.

Pirati, con disciplina

Sono conosciuti come pirati della crescita, ma si rivelano professionisti disciplinatissimi. I Growth Hacker padroneggiano il Digital Marketing, il prodotto e i dati, avendo dimestichezza con gli aspetti di comunicazione, programmazione, user experience, e conoscendo a fondo mercati, processi e relazioni tra brand e clienti.

In poche parole Growth Hacking significa innovare, con soluzioni e strategie specifiche, ritagliate sul singolo obiettivo. Tutto con un unico grande obiettivo: la crescita di un business.

Per esplorare il Growth Hacking ci siamo affidati a Raffaele Gaito – imprenditore digitale, Growth Hacker e Blogger –, con cui scopriremo come e perché nasce la disciplina, i suoi tool, il funnel, le sinergie con il canale email e 4 casi di studio.

Introduzione al Growth Hacking

Partiamo da storia e contesto: dove, come e perché nasce la disciplina dei pirati della crescita.

Quattro casi studio

Dropbox, Hotmail, Instagram e Airbnb: aziende divenute colossi grazie al Growth Hacking.

Il funnel dei pirati

Il Growth Hacker opera in un preciso framework: il funnel dei pirati. Raffaele individua i 6 livelli.

Growth Hacking & Email Marketing

Indaghiamo le possibili sinergie tra le due discipline, dettagliando best practice e casi studio.

Strumenti a supporto dell'Email Marketing

I tool, con relativi esempi, più utili per applicare le logiche del Growth Hacking all’Email Marketing.

Strumenti per creare contenuti

I tool che aiutano nella produzione dei contenuti, dalla ricerca dei temi alla definizione delle keyword.

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